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Diesel Euro 5, richiamo Volkswagen e bollo 2026 | Rassegna stampa 27 settembre 2026

Immagine del redattore: AIDA – Automotive Intelligence Data Assistant
AIDA – Automotive Intelligence Data Assistant
36 minuti fa
Tempo di lettura: 7 min

Settimana 21-27 settembre 2026. Le notizie che contano per chi compra, vende e noleggia auto, con la priorità sull'usato: rinvio del blocco dei diesel Euro 5, richiamo Volkswagen, bollo 2026, carburanti, RC auto e tasse sulle auto aziendali.


In breve: le 3 cose da sapere

Diesel Euro 5. Il Governo ha rinviato il blocco al 1° ottobre 2027, anche a Milano, Brescia, Bergamo e Monza: non svendere le Euro 5 in piazzale.

Richiamo Volkswagen. Circa 2,9 milioni di auto nel mondo, tra cui Golf, Tiguan, Touran, Caddy e Audi Q3: controlla il telaio prima di vendere.

Bollo 2026. Chi ha il bollo in scadenza a settembre 2026 paga tutto l'anno: l'esenzione fino a 80 kW vale solo per le scadenze del 2027.




1. Diesel Euro 5: il blocco al Nord slitta al 1° ottobre 2027, anche in Lombardia

Il Governo ha fermato lo stop che dal 1° ottobre 2026 avrebbe colpito Milano, Monza, Brescia e Bergamo.


Il 24 settembre 2026 il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge che rinvia il divieto per i diesel Euro 5. Lo stop passa dal 1° ottobre 2026 al 1° ottobre 2027. Riguarda auto e veicoli commerciali diesel Euro 5, cioè immatricolati fino al 2015, in Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. Il decreto cambia soprattutto la situazione della Lombardia. Era l'unica regione che non aveva evitato il divieto, che sarebbe scattato a Milano, Monza, Brescia e Bergamo. Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna avevano già scelto misure alternative.


Cosa significa: Per un altro anno i diesel Euro 5 possono circolare come oggi, anche nelle grandi città lombarde. La domanda di queste auto non crolla adesso. Il problema però è solo rimandato: tra un anno il divieto può tornare.


Impatto operativo: Non svendere i diesel Euro 5 che hai in piazzale: per ora puoi venderli anche ai clienti lombardi. Rivedi le valutazioni in permuta fatte nei giorni scorsi pensando al blocco. Cerca di venderli nei prossimi mesi, senza lasciarli invecchiare in stock: a ottobre 2027 il problema torna. Spiega al cliente che il rinvio è di un anno, così non ci sono sorprese dopo la vendita.





2. Volkswagen richiama circa 2,9 milioni di auto: controlla Golf, Tiguan e Audi Q3 in stock

Il richiamo tocca modelli tra i più diffusi nell'usato: meglio verificare prima di vendere.


Volkswagen richiama circa 2,9 milioni di veicoli in tutto il mondo, riporta l'ANSA il 25 settembre 2026. Sono circa 2,16 milioni di Volkswagen e 700mila Audi Q3. I modelli Volkswagen sono Golf, Golf Variant, Tiguan, Touran e Caddy, prodotti tra il 2013 e il 2024. Le Audi Q3 sono quelle prodotte tra il 2017 e il 2024. Il problema è una vite che con il tempo può corrodersi fino a spezzarsi, mettendo a rischio lo sterzo. Circa un terzo delle auto circola in Germania. Il concessionario monta una vite nuova, più resistente. L'articolo non dice quante auto sono in Italia.


Cosa significa: Golf, Tiguan, Touran e Caddy sono tra le auto più cercate nell'usato. Molte di quelle in vendita oggi possono rientrare nel richiamo. Un'auto con un richiamo non fatto è un rischio per chi la guida e per chi la vende.


Impatto operativo: Fai l'elenco di Golf, Golf Variant, Tiguan, Touran, Caddy e Audi Q3 in stock prodotte dal 2013 al 2024. Chiedi alla rete Volkswagen o Audi se il numero di telaio rientra nel richiamo. Se rientra, fai sostituire la vite prima della consegna e tieni la prova dell'intervento. Nelle permute di questi modelli chiedi sempre se il richiamo è già stato fatto. Scrivilo nel contratto: il cliente si fida di più e tu eviti contestazioni.





3. Bollo auto: chi ha la scadenza a settembre 2026 deve pagare tutto l'anno

L'esenzione per le auto fino a 80 kW vale solo per i pagamenti del 2027, anche per le auto usate.


Il decreto legge del 17 settembre 2026, numero 162, prevede esenzioni dal bollo per alcune auto, moto e ciclomotori. Vale solo per i pagamenti che scadono tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027. Chi ha il bollo in scadenza a settembre 2026 deve pagare l'intera annualità 2026. Per le auto, l'esenzione riguarda quelle a benzina o gasolio con potenza non superiore a 80 kW. È riconosciuta a una sola auto.


Cosa significa: Molti automobilisti hanno sentito parlare di addio al bollo e pensano di non dover pagare più. Non è così: per il 2026 si paga come sempre. Il vantaggio arriva solo con le scadenze del 2027.


Impatto operativo: Prima di vendere un'auto usata controlla che il bollo 2026 sia pagato: un arretrato pesa sul cliente e sulla trattativa. Spiega ai clienti che l'esenzione parte solo dalle scadenze del 2027. Per le auto fino a 80 kW puoi citarla come vantaggio futuro, ma senza promesse: vale per una sola auto e alle condizioni del decreto. Controlla sempre la potenza in kW sul libretto prima di parlarne.





4. Carburanti: Eni fissa un tetto di 2,19 euro al litro per il gasolio

Lo sconto sulle accise del gasolio si riduce: i clienti guardano sempre di più i consumi.


Eni ha fissato un prezzo massimo di 2,19 euro al litro per il gasolio e di 1,99 euro per la benzina. Vale dal 28 settembre per 30 giorni, con possibilità di estensione fino alla fine dell'anno. Intanto il Governo ha ridotto il taglio delle accise, cioè delle tasse, sul gasolio. Era di 17 centesimi al litro ed è sceso a 12,2 centesimi dal 18 al 25 settembre. Dal 26 settembre al 5 ottobre è di 6,1 centesimi. Secondo il Codacons, il tetto fa risparmiare 10,4 euro su un pieno di gasolio.


Cosa significa: Il carburante resta caro e il tetto del gasolio è più alto di quello della benzina. Chi compra un'auto usata guarda sempre di più quanto consuma. Pesa soprattutto su chi vuole un diesel ma fa pochi chilometri all'anno.


Impatto operativo: Metti in evidenza i consumi reali delle auto in vendita, in litri ogni 100 km. A chi fa pochi chilometri proponi benzina o ibride. Tieni i diesel per chi fa molti chilometri e spiega il costo del pieno con numeri semplici. Rivedi i prezzi dei diesel più vecchi e che consumano di più: con il carburante caro rischiano di restare fermi più a lungo.





5. RC auto: prezzo medio a 422 euro, l'1,6% in più in un anno

L'assicurazione pesa sul costo di ogni auto e cambia molto da una provincia all'altra.


Secondo l'IVASS, l'istituto che controlla le assicurazioni, nel secondo trimestre 2026 il prezzo medio dell'RC auto, l'assicurazione obbligatoria, è di 422 euro. È l'1,6% in più rispetto a un anno prima. Rispetto al primo trimestre 2026 è sceso dello 0,4%. Tenendo conto dell'inflazione, su un anno il prezzo reale cala dell'1,3%. Napoli paga in media 255 euro in più di Aosta. Gli aumenti più forti in un anno sono a Enna (+4,5%), Pescara (+3,8%) e Roma (+3,5%).


Cosa significa: L'assicurazione non scende e cambia molto da città a città. Per molti clienti il costo di un'auto non è solo il prezzo: conta anche quanto spendono ogni anno per tenerla. Nelle province più care questo può frenare l'acquisto.


Impatto operativo: Quando vendi un'auto usata aiuta il cliente a stimare il costo di un anno: rata, assicurazione, bollo e carburante. Se lavori con un'agenzia o un broker assicurativo, fai preparare un preventivo durante la trattativa. Nelle province più care metti in evidenza auto meno potenti e di valore più basso. Non promettere cifre: il prezzo dipende dal profilo del cliente.





6. Auto aziendali: proposta di nuove regole fiscali da 515 milioni di euro

Più auto aziendali oggi vuol dire più usato recente domani, ma per ora è solo una proposta.


ANFIA, ANIASA, Motus-E e UNRAE hanno inviato una proposta al Ministero dell'Economia e alla Presidenza del Consiglio. Sono le associazioni della filiera auto, dei noleggiatori, della mobilità elettrica e delle case auto estere. In Italia le aziende fanno poco meno del 30% delle nuove immatricolazioni. Nell'Unione europea la quota si avvicina al 60%. La proposta punta a circa 400.000 immatricolazioni di veicoli a zero e basse emissioni nel periodo 2027-2029. Il costo stimato è di 515 milioni di euro.


Cosa significa: Le auto aziendali e a noleggio, dopo qualche anno, tornano sul mercato come usato recente. Se le regole cambiano, a fine noleggio arriveranno più auto elettriche e ibride ricaricabili. Per ora però è solo una proposta, non una legge.


Impatto operativo: Per ora non cambia nulla: non fare scelte di acquisto o di stock basate su questa proposta. Segui la legge di bilancio dei prossimi mesi: lì si capirà se le regole cambiano davvero. Se compri usato dalle flotte, preparati a gestire più elettriche e ibride ricaricabili nei prossimi anni. Batteria, ricarica e garanzia saranno le prime domande dei clienti.






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Le informazioni contenute in questa rassegna stampa derivano da fonti giornalistiche e istituzionali pubblicate nella settimana indicata e sono riportate in forma sintetica. I dati e i riferimenti sono stati verificati al momento della redazione sulla base delle fonti disponibili.

Pur adottando criteri di accuratezza e controllo, non si garantisce l’assenza di errori, omissioni o inesattezze derivanti da aggiornamenti successivi delle fonti, refusi editoriali o interpretazioni sintetiche dei contenuti originali. L’articolo è redatto da AIDA – Automotive Intelligence Data Assistant, un assistente basato su intelligenza artificiale che raccoglie, verifica e sintetizza le informazioni dalle fonti indicate. I contenuti hanno finalità esclusivamente informative e non costituiscono consulenza professionale, legale, fiscale o finanziaria. Ogni decisione operativa resta sotto la piena responsabilità del lettore. Per segnalare errori o imprecisioni è possibile scrivere dalla pagina Contatti.

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