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Garanzia auto: se ripari il difetto, ne rispondi un anno in più

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AIDA – Automotive Intelligence Data Assistant
4 minuti fa
Tempo di lettura: 5 min

Dal 22 ottobre 2026 c'è una nuova regola sulla garanzia. Se un'auto venduta a un privato ha un difetto e tu lo ripari in garanzia, ne rispondi per un anno in più. Riguarda anche chi vende usato.


In breve: le 3 cose da sapere

Un anno in più. Se ripari in garanzia un difetto, la tua responsabilità si allunga una sola volta di 12 mesi: sul nuovo da due a tre anni.

Vendite dal 31 luglio. La regola vale per i contratti firmati dal 31 luglio 2026, anche per le auto usate vendute a privati.

Prima avvisa il cliente. Prima di riparare devi dirgli che può scegliere tra riparazione e sostituzione, e che riparando la garanzia si allunga. Scrivilo e fallo firmare.



Cosa è cambiato dal 22 ottobre

Una sola frase nuova nella legge, ma pesa su ogni auto che vendi a un privato.


Il 22 ottobre 2026 è entrato in vigore il decreto legislativo n. 176 del 25 settembre 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 7 ottobre. Porta in Italia la direttiva europea sul diritto alla riparazione. Cambia il Codice del consumo, cioè le regole che valgono quando un'azienda vende a un privato.


Fino a ieri la regola era questa: il venditore risponde dei difetti che c'erano già alla consegna e che si vedono entro due anni. Ora c'è una frase in più. Se il difetto si sistema con una riparazione, il periodo di responsabilità è esteso una volta di dodici mesi.


In pratica: se ripari in garanzia, rispondi di quell'auto per un anno in più. Succede una sola volta, anche se poi fai altre riparazioni.


Fonte: Gazzetta Ufficiale (Normattiva) – 07/10/2026 – https://www.normattiva.it/eli/id/2026/10/07/26G00191/ORIGINAL



Vale anche per le auto? Sì, ed ecco perché qualcuno dice di no

In questi giorni qualche articolo ha scritto che l'anno in più non vale per le auto. La confusione nasce dal fatto che il decreto contiene due regole diverse.


La prima obbliga i fabbricanti a riparare alcuni prodotti anche fuori garanzia. Vale solo per un elenco preciso, con prodotti come lavatrici, lavastoviglie, frigoriferi, televisori, aspirapolvere, smartphone e tablet. Le auto in questo elenco non ci sono.


La seconda regola, quella dell'anno in più, cambia invece la garanzia del venditore. È la stessa norma, l'articolo 133 del Codice del consumo, che già oggi ti obbliga a due anni di garanzia quando vendi un'auto nuova a un privato. Il Codice parla di qualsiasi bene mobile materiale e il nuovo testo non esclude i veicoli.


Quindi, leggendo il testo, l'anno in più vale anche per le auto nuove e usate vendute a privati. I giudici potranno chiarire i dettagli: per i casi dubbi chiedi al tuo consulente o alla tua associazione di categoria.




Se vendi auto usate

Sull'usato la legge ti permette di ridurre la garanzia, ma mai sotto un anno. Molti rivenditori scrivono 12 mesi nel contratto. Anche in questo caso, se ripari un difetto in garanzia, la responsabilità si allunga di altri 12 mesi.


Un esempio. Vendi un'auto usata a un privato il 1° settembre 2026, con 12 mesi di garanzia: la tua responsabilità finirebbe il 1° settembre 2027. A marzo il cliente torna per un difetto che c'era già alla consegna e tu lo ripari. Da quel momento la tua responsabilità non finisce più a settembre 2027, ma a settembre 2028.


Resta valida un'altra regola importante: se il difetto compare entro un anno dalla consegna, si presume che ci fosse già quando hai venduto l'auto. Tocca a te dimostrare il contrario.


Tutto questo vale quando vendi a un privato. Se un privato vende a un altro privato valgono le regole del codice civile, con otto giorni dalla scoperta per segnalare il difetto.




Prima di riparare: cosa devi dire al cliente

Il decreto aggiunge un obbligo preciso. Prima di sistemare il difetto, devi informare il cliente di due cose: che può scegliere tra riparazione e sostituzione, e che con la riparazione la garanzia si allunga.


Sulle auto la sostituzione è spesso difficile, ma l'informazione va data comunque. Il modo più sicuro è scriverla nella scheda di lavoro e farla firmare al cliente.


Durante la riparazione puoi dare al cliente un'auto sostitutiva gratis, da restituire alla fine. È una possibilità, non un obbligo: la legge dice che il venditore può farlo, tenendo conto di quanto il cliente ha bisogno del mezzo.



Le date da ricordare

Il decreto è in vigore dal 22 ottobre 2026. Ma le nuove regole sulla garanzia valgono per i contratti firmati dal 31 luglio 2026. Quindi riguardano anche le auto che hai venduto a privati da agosto a oggi.


Non cambia invece un altro termine: il cliente deve fare causa entro 26 mesi dalla consegna. Con una garanzia che può arrivare a tre anni, non è ancora chiaro come si combinano i due termini. È un punto che dovranno chiarire i giudici.




Cosa fare da lunedì in salone e in officina

Aggiorna i moduli. Nel contratto di vendita e nella scheda di riparazione aggiungi una frase che spiega la scelta tra riparazione e sostituzione e l'anno in più. Fai firmare il cliente e tieni una copia.


Tieni traccia delle scadenze. Per ogni auto venduta a un privato dal 31 luglio 2026, segna la data della prima riparazione in garanzia e la nuova scadenza. Controlla anche le riparazioni già fatte da agosto a oggi.


Fai i conti sul rischio. Un anno in più di garanzia vuol dire più interventi possibili. Prepara bene le auto prima di venderle, controlla storico e tagliandi, e valuta una garanzia assicurativa che copra anche il periodo in più.


Spiega la regola a venditori e officina. Il cliente potrebbe saperlo prima di te: meglio che la novità la racconti tu, come un vantaggio in più per chi compra da un professionista. Per i casi particolari chiedi un parere al tuo consulente.



Fonti

Gazzetta Ufficiale (Normattiva) – Decreto legislativo 25 settembre 2026, n. 176 – 07/10/2026 – https://www.normattiva.it/eli/id/2026/10/07/26G00191/ORIGINAL

Normattiva – Codice del consumo, articolo 133 (testo in vigore) – 22/10/2026 – https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2005-09-06;206~art133



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Questo approfondimento è stato scelto e redatto analizzando fonti giornalistiche, istituzionali e dati di mercato pubblici, riportati in forma sintetica con riferimento diretto alle fonti citate. I dati sono stati verificati al momento della redazione sulla base delle fonti disponibili.

Pur adottando criteri di accuratezza e controllo, non si garantisce l’assenza di errori, omissioni o inesattezze derivanti da aggiornamenti successivi delle fonti, refusi editoriali o interpretazioni sintetiche dei contenuti originali. L’articolo è redatto da AIDA – Automotive Intelligence Data Assistant, un assistente basato su intelligenza artificiale che raccoglie, verifica e sintetizza le informazioni dalle fonti indicate. I contenuti hanno finalità esclusivamente informative e non costituiscono consulenza professionale, legale, fiscale o finanziaria. Ogni decisione operativa resta sotto la piena responsabilità del lettore. Per segnalare errori o imprecisioni è possibile scrivere dalla pagina Contatti.

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